La Vittoria della Ragione (a proposito di oscurantismo medievale)

La vittoria della Ragione: come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza  ( 1)

David Aikman, corrispondente estero di lungo corso di “Time”, in un suo libro, pubblicato solo pochi anni fa, dedicato al vertiginoso sviluppo economico della Cina e al crescente numero di conversioni al cristianesimo in quello sterminato paese, che ben conosceva, riporta il dialogo di un brillante studioso della “Chinese  Academy  of Social Sciences “ (CASS) di Pechino, con un gruppo di giovani americani:

“una delle cose che ci è stato chiesto di indagare è che cosa ha permesso il successo, o meglio, il primato dell’occidente su tutto il resto del mondo. Abbiamo studiato tutte le possibilità da un punto di vista storico, politico, economico e culturale. Al’ inizio abbiamo pensato che fosse perché voi avevate armi più potenti delle nostre. Poi abbiamo ritenuto che voi aveste un sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi venti anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo.  Ecco perché l’occidente è così potente.   Le basi morali cristiane della vita sociale e culturale sono state ciò che ha permesso l’emergere del capitalismo e poi la riuscita transizione verso politiche democratiche. Non abbiamo alcun dubbio in proposito”.

Un’affermazione del genere, ripetuta oggi, in Italia e in Europa, rischierebbe di essere totalmente ignorata o, peggio, ridicolizzata. Siamo talmente bombardati di luoghi comuni che dipingono il pensiero cristiano come oscurantista, retrogrado e nemico della ragione che una tale idea risulti quasi improponibile.  Una cappa di pensiero unico si è imposta negli ambienti degli “intellettuali” alla moda, che sbeffeggiano  tutto ciò che sia in qualche maniera riconducibile al cristianesimo,  rifacendosi in nome della cultura, della modernità e del progresso,  alla assoluta contrapposizione fra società laica e religiosa. La storiografia positivista ottocentesca, continua ancora oggi a proporre libri di testo che descrivono  il “Medio Evo” non come  la culla delle future glorie dell’occidente ma come epoca buia,  inneggiando piuttosto  al “secolo dei lumi” e alle grandi “rivoluzioni”.  E così scuola, stampa e comunicazione in generale,  fanno da cassa di risonanza talmente potente che oggi pare impresa impossibile affermare che no, non è vero! Anzi è esattamente il contrario:  se la scienza, la libertà e il progresso si diffusero in occidente e ne decretarono l’incredibile sviluppo il merito è stato essenzialmente del cristianesimo e della sua irremovibile fiducia nella ragione.

Noi, che del Segno più grande del cristianesimo portiamo il nome,  proveremo a ripercorrere le tappe di questo straordinario sviluppo della nostra civiltà, fondata proprio su quelle radici,  rifacendoci alle opere di Rodney Stark, da molti considerato il più grande sociologo delle religioni vivente. 80 anni compiuti lo scorso luglio, docente alla Baylor University (Texas), oltre 30 libri, tradotti in 15 lingue, il suo è un approccio originale e intriso di quel sano pragmatismo americano, come ci rivela questa intervista rilasciata in occasione della presentazione del suo “Il Trionfo del Cristianesimo. Come la religione di Gesù ha cambiato la stora dell’uomo ed è divenuta la più diffusa al mondo”,  nel 2012.  Secondo Stark è stata la “convenienza umana” della proposta cristiana a risultare “vincente” ieri e oggi, nei diversi contesti:

«l’impegno del primo cristianesimo alla misericordia è stato tanto capace di mitigare la sofferenza al punto che i cristiani vivevano pure più a lungo dei loro fratelli pagani […] si facevano carico di chi era ammalato, di quanti erano vecchi, di chi era in condizioni di povertà. Con il risultato che essi erano capaci di sopravvivere più lungo nei momenti difficili».

Inoltre, a proposito delle donne: «le donne cristiane vivevano meglio delle loro pari grado pagane: ad esempio, si sposavano ad un’età più matura, i loro mariti erano più fedeli rispetto a quelli non cristiani, gli uomini non divorziavano e le mogli non dovevano far fronte ai pericoli di aborti, una pratica molto diffusa tra i pagani del tempo. Per questo, al di là di aspetti più prettamente spirituali, i cristiani conducevano una vita decisamente più attraente rispetto ai non cristiani».

Le donne cristiane insomma godevano di uno status più alto rispetto alle donne del mondo greco-romano, osserva Stark, i cristiani promossero il matrimonio, combatterono la poligamia, la schiavizzazione e lo sfruttamento sessuale e proibirono la pratica dell’infanticidio, dell’aborto (che spesso veniva esercitato proprio nei confronti della nascita delle bambine). Questi elementi insieme al culto di Maria, fecero sì che nelle comunità cristiane, fin dall’inizio ci fu una prevalenza numerica delle donne e questo fu decisivo per la loro crescita demografica. In sostanza una serie di osservazioni che ci aspetteremmo uscire dai testi di Storia della Dottrina Sociale della Chiesa, mentre invece provengono da un laicissimo sociologo statunitense, di famiglia luterana, pervenuto alla Fede proprio grazie ai suoi studi e alla sua onestà intellettuale.

Per comprendere bene il pensiero scientifico di Stark, riteniamo di fondamentale importanza il libro “La vittoria della ragione”, la cui prima edizione tradotta in italiano appare nel 2006 preso le edizioni Lindau.  Il punto di partenza del testo è il seguente: quando iniziarono a esplorare il mondo, le sorpresa più grande per gli europei non fu l’esistenza dell’emisfero occidentale ma la scoperta del loro grado di superiorità tecnologica rispetto alle altre società.  A soccombere di fronte alla superiorità degli invasori europei non furono solo maya, azteca e inca ma anche le leggendarie civiltà orientali: Cina, India, e persino l’Islam erano arretrati in confronto all’Europa del XVI secolo. Com’era accaduto? Come avevano fatto quelle nazioni sorte dalla barbarie e dalle rovine della caduta di Roma a superare il resto del mondo?

La risposta più convincente per spiegare questo predominio, secondo Stark,  consiste nell’ascesa del capitalismo, inteso come la massima applicazione dell’intelletto umano al commercio. Un fenomeno che si verificò solo in Europa, proprio grazie a quella “fede” straordinaria nella ragione che è fondamento non solo del progresso tecnologico ma di tutto l’Occidente.

Quale sia stato il ruolo del cristianesimo in questa “vittoria della ragione” per l’autore è evidente. E’  la sola religione a privilegiare l’utilizzo della ragione e della logica come guida principale verso la verità. Mentre altri culti nel mondo enfatizzavano il mistero e l’illuminazione, i cristiani, influenzati dalla filosofia greca, insegnarono fin da principio che la ragione era il dono più grande che Dio avesse offerto agli uomini e lo strumento per accrescere progressivamente la comprensione delle Sacre Scritture. Il cristianesimo in sostanza guarda verso il futuro e la fede nel potere della ragione, incoraggiato dalla Scolastica e dalle grandi università medievali, pervade la cultura occidentale stimolando le scienze e l’evoluzione della teoria e della pratica democratica. Il capitalismo è anch’esso una vittoria della ragione ispirata dalla Chiesa e nasce proprio per la prima volta al’interno delle grandi proprietà monastiche.

Insomma questa di Stark è una vera rivoluzione copernicana sull’origine della nostra civiltà e ribalta definitivamente anche la famosa teoria di Max Weber secondo cui è l’etica protestante a fondare lo spirito del capitalismo. Niente di tutto questo: molto tempo prima della Riforma il capitalismo aveva già creato ricchezza e benessere. Specie dove maggiormente avevano attecchito le idee di libertà e di uguaglianza proclamate dalla Chiesa. Aveva certamente ragione Weber, invece, nel sostenere che le idee religiose avessero giocato un ruolo fondamentale nella nascita dell’Europa. La sua ascesa si fonda infatti su quattro principali “vittorie” della ragione. La prima fu lo svilupparsi nella teologia cristiana della fede nel progresso. La seconda fu la traduzione in pratica di questa fede con le innovazioni tecniche e amministrative. La terza fu che, grazie alla teologia, la ragione pervase la filosofia e la prassi politica favorendo nell’Europa Medievale la diffusione di una certa libertà personale. L’ultima vittoria fu l’applicazione della ragione al commercio, evidente nella nascita del capitalismo all’interno di stati dinamici e sicuri.    ….. (Continua)maestaDuccio

Davvero al convivente l’assistenza ospedaliera è negata?

Giuliano Guzzo

assistenza

Povero Giovanni Scialpi, si trova in ospedale per un intervento ma il “marito” Roberto – riferisce il Corriere.it – «non può assisterlo». Come mai? «Per la sanità e per lo Stato sono un perfetto sconosciuto» lamenta su internet, chiedendo una rapida approvazione della legge sulle unioni civili, l’uomo a cui sarebbe impedita

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La cultura del ’68 fa preti amici del 69.

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Quanno ce vo, ce vo!

laversionedirossi

La cosa più imbarazzante di questo ex carneade è il livello da terza elementare delle sue argomentazioni, improntate alla
genericità e alla confusione come fanno i minus habens e gli intellettualmente disonesti. Fa specie che un teologo della Congregazione della Dottrina della Fede, un tempo caminetto delle mente più fini del clero romano, ragioni in modo così sciatto. Quasi da popstar.

Cioè, oltre lo sfogo liberatorio culturalmente molto sessantottino – e si sa, dopo il 68 viene sempre il 69 – di chi pensa che i suoi problemi siano causati dal “sistema” e dalle regole del sistema, e non dalle sue azioni coniugate al principio della responsabilità individuale, nel suo caso legata al rapporto da sempre irrisolto tra il suo personale orientamento sessuale e le scelte di vita (un seminario servirebbe ad altro non a vergognarti di dire a mamma e papà che sei omosessuale), non c’è nessuna piattaforma rivendicativa.

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