Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili

Io non vorrei mai che lo Stato dicesse la sua sui miei sentimenti, sulle mie passioni, su ciò che è solo mio, di mio marito, dei nostri figli. In sintesi, il matrimonio è riconosciuto solo per tutelare la eventuale discendenza, e siccome due persone dello stesso sesso una discendenza non ce l’hanno, una volta riconosciuti i diritti sacrosanti che hanno come individui, il discorso è chiuso.

il blog di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

“Niente muri sulle unioni gay, la questione è come riconoscerle”. Secondo il Corriere della Sera don Julian Carron ha detto queste parole, o qualcosa di fondamentalmente sovrapponibile. Ora, a parte i titoli forzati, a parte che questa come ha sottolineato Luigi Amicone su Tempi non è in nessun modo un’apertura al ddl Cirinnà (la quale effettivamente va molto oltre un “qualche riconoscimento”, equipara sostanzialmente le unioni al matrimonio e legittima la pratica dell’utero in affitto all’estero accettandone gli effetti in Italia), a parte tutto questo, dicevo, rimane il fatto del riconoscimento delle unioni. Cosa va riconosciuto, e perché, secondo un sacerdote della Chiesa Cattolica, il quale non può certo dimenticare che è la fede a dover giudicare il mondo, e non il contrario?

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